Il “Vermuttino”, a base di Vermouth del Professore Classico e gassosa, è arricchito da un profumo infuso con fava tonka e pepe di Sichuan. Il cocktail era accompagnato da un gelato nacho cheese a base di cheddar e jalapeño verde, servito con nachos speziati con polvere di caffè.
Il pepe di Sichuan, nome scientifico Zanthoxylum piperitum, è una piccola bacca appartenente alla famiglia delle Rutaceae, la stessa dei limoni. Sebbene venga comunemente chiamato “pepe”, non ha alcuna parentela botanica con il pepe nero: la somiglianza è puramente visiva. È una spezia di altissima qualità, caratterizzata da un aroma inconfondibile e intenso, capace di valorizzare piatti dolci e salati, molto apprezzata nella cucina asiatica.
Le bacche, una volta mature e seccate, si aprono rivelando un piccolo seme nero all’interno. Tuttavia, quest’ultimo ha un gusto sgradevole e una consistenza poco gradevole, motivo per cui si utilizza solo l’involucro esterno. È proprio la buccia a conferire alle preparazioni un profumo pungente, fresco e agrumato.
Una delle peculiarità più affascinanti di questa spezia è l’effetto tingling: una leggera sensazione di formicolio e intorpidimento sulla lingua. Questo effetto è dovuto alla presenza di molecole della famiglia dei sansholi, in particolare l’hydroxy-alpha-sanshool, che stimola i recettori TRPV1 e TRPA1, responsabili della percezione del calore e del pizzicore. Un’esperienza sensoriale singolare che arricchisce l’assaggio.
La fava tonka Italpepe è una vera esperienza sensoriale, capace di coinvolgere tutti i sensi con eleganza e intensità. Al naso sprigiona un profumo avvolgente e caldo, con sentori che ricordano la vaniglia, il caramello, la cannella, il miele e una leggera sfumatura di tabacco dolce. Questo bouquet aromatico si sviluppa progressivamente, rivelando complessità e profondità.
Al palato, la fava tonka regala una nota vellutata e persistente. Il suo sapore richiama la mandorla amara, con accenti speziati e balsamici che si armonizzano perfettamente sia con preparazioni dolci, sia con creazioni salate più audaci.
La consistenza della fava, dura e compatta, permette di grattugiarla finemente al momento, liberando al massimo il suo potenziale aromatico. Un gesto che diventa rituale, arricchendo l’esperienza culinaria con un tocco artigianale.
L’alta ristorazione italiana, da sempre all’avanguardia nella ricerca di nuovi abbinamenti e sperimentazioni culinarie, si spinge oltre i limiti tradizionali assegnando un nuovo ruolo al gelato. Il gelato gastronomico è l’ultima frontiera della cucina gourmet, che permette di rendere il piatto che è al tempo stesso un’opera d’arte culinaria, dove sensazioni chemestetiche e tattili interagiscono tra loro trasformandosi in un’esperienza vera e propria. Un’interazione tra consistenze e temperature che sorprende e incanta, un gioco di contrasti che stimola la curiosità e il piacere.




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