ILLINGUAGGIO DELGUSTO

Rosmarino

Rosmarinus Officinalis L.

COME ESTRARRE L'AROMA?

Attraverso l’infusione a caldo in oli vegetali o in acqua aromatizzata al limone.

CON COSA PUÒ ESSERE SOSTITUITA?

Unico nel suo genere.

SAPORE

Aromatico, pungente e amarostico.

AROMA

Vegetale floreale, intenso e persistente.

ABBINAMENTI

Marinature per carni rosse, maiale, agnello, pesce al guazzetto, patate e zucca.

ORIGINE

LA PIANTA

Il rosmarino è un arbusto sempreverde che appartiene alla famiglia delle Lamiaceae. È un folto cespuglio dalla chioma arrotondata e con fusti legnosi. Le foglie sono fitte e simili a piccoli aghi di colore verde scuro. Il rosmarino produce dei fiorellini ermafroditi azzurrini. La pianta cresce in altezza e in lunghezza, raggiungendo anche un metro e mezzo. Cresce spontaneamente lungo le coste del Mediterraneo e sopporta bene l’aria salmastra. Gradisce i terreni leggeri, alcalini e permeabili. Si consiglia di tenerlo al riparo dal gelo e dai venti.

COMPOSTI CARATTERIZZANTI & ANALISI SENSORILE

È naturalmente caratterizzato da una frazione volatile in eucaliptolo e canfora, che conferiscono note fresche, balsamiche e vegetali.

Eucaliptolo

Conferisce note balsamiche e legnose.

Canfora

Conferisce note fresche e floreali.

RISULTATI DELLA RICERCA A CURA DELL’UNIVERSITÀ DI PISA:

NOME BOTANICO:

ROSMARINUS OFFICINALIS

NOME COMUNE:

ROSMARINO

FAMIGLIA:

LAMINACEAE

PAESE ORIGINE:

BACINO DEL MEDITERRANEO

PARTE VEGETALE UTILIZZATA:

FOGLIE

 

COMPONENTE PRINCIPALE:

Volatili: α-pinene, p-cimene, limonene, canfene, eucaliptolo, canfora, borneolo, α-terpineolo, verbenone, β-cariofillene, mircene. 

Non volatili: acido rosmarinico, carnosolo, acido carnosico, acido caffeico, acido betulinico, acido ursolico.

ATTIVITÀ BIOLOGICA:

antibatterica, antiossidante, anti-diabetica, antitumorale, anti-invecchiamento, antifungina, insetticida, antivirale, antidepressiva, ansiolitica, neuroprotettiva, epatoprotettiva, anti-insonnia, antispastica, cardioprotettiva, analgesico, antitrombotica, antireumatica

VALUTAZIONE SENSORIALE:

Le foglie di Rosmarinus officinalis sono profumate e ricche di ferro, calcio e vitamina B6 (Silvestre et al. 2019). Il rosmarino ha un sapore amaro e astringente, che si accompagna a una grande diversità di alimenti (Cláudia C.M. Brandt et al. 2023).

DESCRIZIONE:

Il Rosmarinus officinalis è un’erba medica molto conosciuta e

ampiamente utilizzata. Il rosmarino viene tipicamente applicato per aromatizzare gli alimenti, per uso cosmetico e per usi farmaceutici. L’olio essenziale estratto dal rosmarino ha una vasta gamma di risultati nella medicina e nel benessere umano. In effetti, l’olio essenziale di rosmarino (REO) è utilizzato come agente terapeutico per trattare coliche renali, dismenorrea e disturbi respiratori, oltre che per stimolare la crescita dei capelli.

Il rosmarino è stato oggetto di numerosi studi che ne hanno convalidato gli effetti antibatterici (in particolare contro batteri gram-negativi, quali Escherichia coli e Salmonella typhi) e altre indagini riportano l’utilizzo degli oli essenziali come alternativa naturale per il controllo dei microrganismi resistenti agli antibiotici. È stato anche studiato l’effetto di vari processi di essiccazione sui componenti volatili attivi e sulle loro rispettive bioattività, come le proprietà antiossidanti (basate su tre diversi saggi antiossidanti), le proprietà anti-diabetiche e anti-invecchiamento, e ha mostrato un grande potenziale come antinfiammatorio, antifungino. Le microemulsioni di olio essenziale di rosmarino hanno mostrato un’attività antimicotica superiore a quella del clotrimazolo commerciale.

L’OE studiato è risultato attivo anche contro i batteri Gram-positivi Bacillus subtilis, Staphylococcus aureus e Staphylococcus epidermidis. In base ai valori di MIC (concentrazione minima inibente) di 42.67 μg/mL, l’effetto inibitorio contro Pseudomonas aeruginosa è stato superiore a quello della rifampicina (farmaco).

Inoltre l’olio essenziale di rosmarino mostra forti attività citotossiche che significano effetti antitumorali.

Il rosmarino (Rosmarinus officinalis L.) è stato ampiamente utilizzato come rimedio tradizionale per l’insonnia, la depressione e l’ansia in Cina e nei Paesi occidentali. I moderni studi farmacologici hanno dimostrato che il rosmarino ha importanti applicazioni nei disturbi neurologici. A questo proposito è stato testato l’idrolato di rosmarino che ha esibito effetti terapeutici sull’insonnia.

Il rosmarino è un arbusto usato anche per trattare le insufficienze epatiche, intestinali, renali, respiratorie e riproduttive. L’etoposide, un composto vegetale derivato dal Podophyllum peltatum, è stato utilizzato per il trattamento dei tumori maligni nell’uomo. Tuttavia, induce insufficienze testicolari ed epatiche. A tal proposito, è stato studiato l’impatto dell’olio essenziale di rosmarino contro l’insufficienza testicolare, i parametri lipidici e gli enzimi epatici nei ratti maschi. La somministrazione di rosmarino ha ridotto la concentrazione di colesterolo e dei trigliceridi e ha aumentato la concentrazione di HDL (“colesterolo buono”). Inoltre, la somministrazione di olio essenziale di rosmarino ha aumentato il testosterone nel sangue e ha ridotto le ALT e le AST (alte nei maschi dopo somministrazione di etoposide).

In conclusione, l’integrazione alimentare di olio essenziale di rosmarino olio essenziale di rosmarino ha alleviato la tossicità epatica e il danno funzionale al testicolo indotti dall’etopside.

L’efficacia dell’estratto di rosmarino può essere correlata alla presenza dei flavonoidi per le loro proprietà di inibire la biosintesi e la ritenzione del colesterolo e di modificare l’attività degli enzimi lipogenici e lipolitici, provocando una diminuzione della digestione dei lipidi.

Le proprietà antiossidanti dell’estratto di rosmarino sono state attribuite fondamentalmente ai suoi importanti diterpeni, al carnosolo e all’acido carnosico, così come ai componenti dell’olio essenziale.

Gli estratti di R. officinalis riducono la presenza di patogeni nel cavo orale umano. In particolare si è osservato che aumentano l’adesione del batterio lattico “buono” L. plantarum e diminuiscono l’adesione dei patogeni batterici S. enterica serovar Typhimurium e E. coli sulle cellule CAL 27 (trattamento di 1 ora con estratto di rosmarino 1x (1.8 mg/mL), 2,5x e 5x). L’estratto di rosmarino mostra un effetto protettivo contro il danno ossidativo indotto dall’H2O2, diminuendo il numero di cellule apoptotiche, probabilmente prevenendo le mutazioni che portano all’aggressività e all’invasione del tumore, e alle metastasi.

In conclusione, gli estratti testati hanno dimostrato la loro utilità nel mantenere un buon equilibrio batterico orale e la loro capacità protettiva come potenti agenti antitumorali, causando un effetto apoptotico protettivo in linee di cellule tumorali già al dosaggio di una tazza media giornaliera (200 ml).

L’olio essenziale di rosmarino è stato anche studiato per contrastare l’infezione delle vie urinarie (IVU), la quale si riferisce a un insieme di infezioni asintomatiche o sintomatiche in ogni parte del tratto urinario. I batteri sono l’agente della maggior parte delle IVU. Anche i funghi e alcuni virus possono causare questo tipo di infezione. Escherichia coli, Klebsiella, Enterobacter, Proteus, Pseudomonas, Enterococcus e Staphylococcus sono cause comuni di IVU batteriche. Tipicamente si utilizzano gli antibiotici per il loro trattamento. Il principale svantaggio dell’uso di antibiotici, però, è la comparsa di batteri resistenti agli antibiotici, che mettono a rischio l’efficacia della terapia. In questo quadro si inserisce l’olio essenziale di rosmarino (come quello di altre piante), il quale esibisce un’attività antimicrobica senza potenziare la resistenza agli antibiotici dei batteri.

L’olio essenziale di rosmarino dà problemi di tossicità a concentrazioni elevate. Gli effetti tossici nell’uomo portano a convulsioni, atassia, allucinazioni e necrosi epatica.

In ogni caso, il rosmarino è classificato come generalmente sicuro dalla FDA negli Stati Uniti (Ghasemzadeh Rahbardar e Hosseinzadeh, 2020) e l’estratto di rosmarino è approvato come conservante alimentare naturale dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA).

Parere dell’EFSA:

I dati tossicologici sugli estratti di rosmarino sono insufficienti per stabilire una DGA numerica, perché la serie di dati sulla tossicità non contiene studi sulla tossicità riproduttiva o uno studio a lungo termine.

D’altra parte, i dati esistenti, tra cui l’assenza di effetti sugli organi riproduttivi negli studi a 90 giorni e la mancanza di genotossicità, non danno motivo di preoccupazione.

L’esposizione alimentare al carnosolo e all’acido carnosico stimata per adulti e bambini in età prescolare (da 1,5 a 4,5 anni) ammonta a valori medi rispettivamente di 0,04 e 0,11 mg di carnosolo e acido carnosico/kg di peso corporeo/giorno, 0,10 e 0,20 mg di carnosolo e acido carnosico/kg di peso corporeo/giorno al 95° percentile e al 97,5° percentile di 0,12 e 0,23 mg di carnosolo e acido carnosico/kg di peso corporeo/giorno.

Il gruppo di esperti scientifici osserva che il margine tra l’intervallo di NOAEL (No Observed Adversed Effect Level) negli studi sui ratti con cinque estratti testati, va da 180 a 400 mg di estratto/kg di peso corporeo/giorno, equivalente a 20-60 mg/kg di peso corporeo/giorno di carnosolo più acido carnosico, e le stime di esposizione per gli adulti sarebbero comprese tra 500-1500 per i valori medi di assunzione, tra 200-600 per i valori del 95° percentile e tra 167-500 per i valori del 97,5° percentile. Per i bambini in età prescolare questi margini sarebbero rispettivamente di almeno 182-546, 100-300 e 88-261. Il gruppo di esperti scientifici osserva che questi margini di sicurezza sono stime del caso peggiore, dal momento che i NOAEL dei diversi studi erano generalmente i livelli di dose più elevati testati e che le stime dell’esposizione alimentare erano conservative.

Sulla base dei margini di sicurezza individuati, il gruppo di esperti scientifici ha concluso che l’uso degli estratti di rosmarino estratti di rosmarino descritti nel presente parere per gli usi e i livelli d’uso proposti non desta preoccupazioni per la sicurezza.

 

RIFERIMENTI

BIBLIOGRAFICI:

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