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-- i piccanti --

INTENSITA' BASSA



RAFANO

CHE COS'E' IL RAFANO?

Il rafano, chiamato anche Barbaforte o Cren, è una pianta erbacea perenne di cui si usa la sua radice molto carnosa. Quando viene grattugiato si attiva un suo meccanismo di difesa naturale che rilascia elementi piccanti e amari che fanno lacrimare gli occhi. Viene generalmente accostato a pietanza con gusto intenso, come roast beef, formaggi piccanti e cibi affumicati. A piccole dosi, riesce però ad esaltare anche gusti più delicati come quello dei frutti di mare crudi. Particolarmente famosa è la salsa al rafano, presente nella tradizione culinaria di molte regioni. Il suo gusto deciso è particolarmente indicato per accompagnare bolliti e arrosti in genere. La salsa al rafano è molto apprezzata nelle regioni del nord, in particolare, il Friuli Venezia Giulia, in Veneto, Piemonte, Trentino ed Emilia Romagna. In realtà, non tutti lo sanno, ma anche in Basilicata è molto presente nelle ricette della tradizione. Per il suo gusto molto simile a quello del wasabi, la salsa al rafano si abbina molto bene con il sushi.


DA DOVE VIENE?

Nativa del Mediterraneo e dell’Europa Orientale.


AROMA E GUSTO

Ha un sapore molto deciso e piccante. Il suo aroma che ricorda la senape.


CONTIENE GLUTINE?

Il rafano in natura non contiene glutine.


QUANDO SI RACCOGLIE?

Il rafano si raccoglie quando raggiunge una dimensione idonea, in genere al secondo o terzo anno di coltivazione. La raccolta avviene nel periodo autunnale e prosegue per tutto l’ inverno.


COME SI CONSERVA?

Il rafano essiccato va conservato a temperatura ambiente, al riparo dalla luce, in un luogo fresco e asciutto.


FORMATO DISPONIBILE

65 cc;



ABBINAMENTI



STORIA E CURIOSITA' SUL RAFANO

Le origini di questa radice sono avvolte nel mistero. Alcuni sostengono che proviene dal Medio Oriente, per altri invece dalla Russia orientale e dall’ Ucraina. L’ ipotesi più probabile sia quella che lega le sue origini alla Russia: infatti il nome che identifica la radice in Veneto e Germania deriva da un termine russo che fa riferimento alla forma fallica della radice. Nel Medioevo sembra che siano stati i Normanni a portarlo in Basilicata, dove le favorevoli condizioni climatiche e l’ abbondanza d’acqua hanno fatto sì che attecchisse molto bene ovunque. Sull’ Appennino lucano, infatti, oggi cresce spontaneamente. A Potenza è chiamato il “tartufo dei poveri”. Secondo la tradizione popolare tedesca ed italiana, il rafano è una pianta che rende belli. Secondo questa credenza, la sua caratteristica di far lacrimare quando viene grattugiato permette agli occhi di purificarsi e di diventare brillanti.

#DAIPEPEALLATUAVITA CON IL RAFANO DI ITALPEPE