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MIRTO BACCHE

CHE COS'E' IL MIRTO?

Il mirto, Myrtus communis, è un arbusto aromatico che fa parte della vegetazione tipica della macchia mediterranea. Seppur quando pensiamo al mirto ci viene in mente la Sardegna, in realtà è molto diffuso in tutte le coste del sud dell’Italia. L’altezza della pianta è generalmente compresa tra i 50 cm e i 300 cm, ma in condizioni particolarmente favorevoli può raggiungere i 7 metri. Appare come un cespuglio verde molto folto, con delle foglie oblunghe, molto aromatiche e coriacee. I fiori sbocciano nel corso dell’estate e si presentano come bianchi e profumatissimi. Una volta fecondati, danno vita alla famosa bacca tondeggiante, che diventa di colore nero-bluastro a completa maturazione e da cui si ricava l’omonimo liquore della tradizione sarda. Il mirto è un valido alleato anche in cucina: offre interessanti sfumature aromatiche al pesce, all’agnello e alla cacciagione. Prima dell’utilizzo del pepe, serviva a condire la carne di maiale. Infatti l’etimologia della parola mortadella è ricondotta proprio al myrtatum, che significa condito con il mirto.

DA DOVE VIENE?

Zona del Mediterraneo.

CONTIENE GLUTINE?

Il mirto bacche in natura non contiene glutine.

QUANDO SI RACCOGLIE?

Settembre e ottobre.


COME SI CONSERVA?

Il mirto bacche va conservato a temperatura ambiente, al riparo dalla luce, in un luogo fresco e asciutto.

FORMATI DISPONIBILI

65 cc;

ABBINAMENTI


STORIA E CURIOSITA' SUL MIRTO

L’arrivo del pepe, preziosa spezia arrivata in Europa grazie ad Alessandro Magno, confinò l’uso del mirto esclusivamente alla cucina popolare fino al XVI secolo. L’arrivo del peperoncino dalle Americhe e la vertiginosa diminuzione del prezzo del pepe, hanno determinato l’oblio di questa spezia, che oggi sopravvive però nella cucina italiana, in particolare in quella sarda. La leggenda lega il suo nome a Mirsine, una giovane ragazza uccisa da un uomo per aver avuto un’unica colpa: averlo battuto in una gara di corsa. La dea Atena, quando scoprì quanto accaduto, rimase molto colpita ed impietosita dalla vicenda, tanto che decise di trasformare la ragazza in questa pianta. In realtà però l’utilizzo del mirto precede di gran lunga l’epoca dei greci. Già gli antichi egizi lo utilizzavano durante le loro feste. I romani lo consideravano sacro per la dea dell’amore Venere e simbolo di gloria, prosperità ed amore eterno. Per tale ragione lo utilizzavano per ornare le case degli sposi e come pianta nuziale. In alcune zone, nella tradizione permane l’abitudine di associarlo ai fiori d’arancio nel bouquet delle spose. Esiste un’altra leggenda che narra che Venere, subito dopo essere nata dalla spuma del mare, si è rifugiata in un boschetto di mirto: per questo in passato veniva considerata una pianta sacra e simbolo di fecondità. A Sassari, nell’orto del convento benedettino di San Pietro in Silki, sopravvive una pianta di mirto di circa 600 anni, forse la più antica al mondo.

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