Scopri la spezia

Mirto bacche

Sfumatura

AMARA

Intensità:

abbinamento:

La sfumatura sensoriale amara è ideale per cotture lunghe, come brasati, stufati e arrosti in generale

Scopri di più

La sfumatura sensoriale amara indica la qualità gustativa generata dalla stimolazione di particolari recettori presenti sulla parte posteriore della lingua da parte di alcune particolari molecole.

L’amaro è uno dei gusti più complessi, ma allo stesso tempo piacevole. Nel Tasting Rainbow abbiamo scelto alcune delle percezioni amare più amate nascoste nelle spezie. Nel corso della nostra storia il gusto amaro è stato centrale per difenderci da sostanze potenzialmente nocive. Nonostante la presenza di quasi trenta diversi recettori non è possibile distinguere fra le diverse tipologie di amaro. L’amaro è un gusto che viene percepito più intensamente alle basse temperature oppure oltre i 37°. Il gusto salato riesce ad attenuare sensibilmente il gusto amaro. Ricerche dimostrano che la sensibilità al gusto amaro è diversa tra uomini e donne.

La selezione “Sfumatura sensoriale amara” di Italpepe è particolarmente indicata per valorizzare gli arrosti, i brasati, gli stufati e più in generale tutti i piatti che prevedono una cottura lenta e a Bassa temperatura.

Come estrarre al meglio l’aroma?

Tramite infusione a caldo in acqua o in olio. All'interno delle marinature e aggiungendolo alle lunghe cotture.

Con quale spezia può essere sostituita?

Ginepro in bacche, alloro

Su cosa è particolarmente indicata?

Marinate per carni rosse e di maiale

Composto aromatico principale

Mirtolo

zone di percezione:

Nonostante la presenza di quasi trenta diversi recettori non è possibile distinguere fra le diverse tipologie di amaro. L’amaro è un gusto che viene percepito più intensamente alle basse temperature oppure oltre i 37°. Ricerche dimostrano che la sensibilità al gusto amaro è diversa tra uomini e donne.

Attenuata da:

Sfumatura sensoriale sapida e aromatica

Equilibrata da:

Sfumatura sensoriale dolce

Rinforzata da:

Sfumatura sensoriale piccante

Si abbina con:

Sfumatura sensoriale aromatica e umami

Analisi

Sensoriale

"Vagamente piccante, sapido, poco dolce, tendenzialmente amaro."
Il mirto, Myrtus communis, è un arbusto aromatico che fa parte della vegetazione tipica della macchia mediterranea. Seppur quando pensiamo al mirto ci viene in mente la Sardegna, in realtà è molto diffuso in tutte le coste del sud dell’Italia. L’altezza della pianta è generalmente compresa tra i 50 cm e i 300 cm, ma in condizioni particolarmente favorevoli può raggiungere i 7 metri. Appare come un cespuglio verde molto folto, con delle foglie oblunghe, molto aromatiche e coriacee. I fiori sbocciano nel corso dell’estate e si presentano come bianchi e profumatissimi. Una volta fecondati, danno vita alla famosa bacca tondeggiante, che diventa di colore nero-bluastro a completa maturazione e da cui si ricava l’omonimo liquore della tradizione sarda. Il mirto è un valido alleato anche in cucina: offre interessanti sfumature aromatiche al pesce, all’agnello e alla cacciagione. Prima dell’utilizzo del pepe, serviva a condire la carne di maiale. Infatti l’etimologia della parola mortadella è ricondotta proprio al myrtatum, che significa condito con il mirto.

la
Pianta

Il mirto è un arbusto sempreverde appartenente alla famiglia delle Myrtaceae. Questa pianta presenta un portamento eretto e cespuglioso e può raggiunge anche i 3 m di altezza.
I fiori del mirto hanno sfumature bianche o rosee e sono costituiti da cinque petali. Hanno un profumo particolarmente intenso e sbocciano a metà estate. Le bacche invece hanno un colore nero-bluastro e sono anche esse di forma ovale e carnosa. La moltiplicazione avviene principalmente per talea semi legnosa, la quale deve essere effettuata nei mesi estivi. La pianta può essere anche utilizzata per usi ornamentali, per abbellire siepi e giardini. Il mirto ama i climi particolarmente caldi e al contrario non sopporta il freddo intenso.
R

Sapore

legnosa erbacea pungente
R

Aroma

balsamica piena minerale erbacea avvolgente corteccia erba fresca
R

Colore

marrone scuro /nero

nel
Mondo

Origine della pianta

Asia e Africa

I principali produttori delle spezie

Sardegna e Albania

Origine

Zona del Mediterraneo.

Nome botanico

Myrtus Communis L.

Periodo fioritura

Giugno-Luglio

Colore del fiore

Bianco

Periodo basamico

Giugno

Quale parti si utilizza della pianta

Foglie essiccate

Per non sprecarla:

Molte persone si divertono a creare delle saponette molto profumate e scenografiche, da utilizzare e regalare. Tra gli ingredienti possiamo utilizzare anche le bacche di mirto. Le spezie si prestano moltissimo per creare delle colorate ed originali saponette perchè sono in grado di dare colore e profumo. Divertirsi a crearle a casa può essere un modo sostenibile per riusare le tue spezie che sono da troppo tempo in dispensa.

Ricette
tipiche:

Liquore al mirto, Marmellata di mirto

Miscele dove è presente:

Sale aromatizzato al mirto per carne

Storia:

L’arrivo del pepe, preziosa spezia arrivata in Europa grazie ad Alessandro Magno, confinò l’uso del mirto esclusivamente alla cucina popolare fino al XVI secolo. L’arrivo del peperoncino dalle Americhe e la vertiginosa diminuzione del prezzo del pepe, hanno determinato l’oblio di questa spezia, che oggi sopravvive però nella cucina italiana, in particolare in quella sarda.

Curiosità:

La leggenda lega il suo nome a Mirsine, una giovane ragazza uccisa da un uomo per aver avuto un’unica colpa: averlo battuto in una gara di corsa. La dea Atena, quando scoprì quanto accaduto, rimase molto colpita ed impietosita dalla vicenda, tanto che decise di trasformare la ragazza in questa pianta. In realtà però l’utilizzo del mirto precede di gran lunga l’epoca dei greci. Già gli antichi egizi lo utilizzavano durante le loro feste. I romani lo consideravano sacro e simbolo di gloria, prosperità ed amore eterno. Per tale ragione lo utilizzavano per ornare le case degli sposi e come pianta nuziale. In alcune zone, nella tradizione permane l’abitudine di associarlo ai fiori d’arancio nel bouquet delle spose. Esiste un’altra leggenda che narra che Venere, subito dopo essere nata dalla spuma del mare, si è rifugiata in un boschetto di mirto: per questo in passato veniva considerata una pianta sacra e simbolo di fecondità. A Sassari, nell’orto del convento benedettino di San Pietro in Silki, sopravvive una pianta di mirto di circa 600 anni, forse la più antica al mondo.

le vostre
domande

Dove lo trovo
sullo scaffale?

5° piano
Sezione sinistra
Colore MARRONE

In che formato
è disponibile?

Come si
conserva?

Il mirto bacche va conservato a temperatura ambiente, al riparo dalla luce, in un luogo fresco e asciutto.

Contiene
glutine?

Il mirto bacche in natura non contiene glutine.

Raccolta
differenziata

Verifica le disposizione del tuo comune.

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